La Leggenda

"Orso nacque da una nobile famiglia di Franchi. Mentre era ancora in fasce un indovino predisse alla madre ch'egli avrebbe ucciso il padre. In giovane età fu inviato alla corte di Carlo Magno per essere educato all'arte della cavalleria. Durante questo periodo Orso dimostrò tale valore da essere eletto al rango di uno dei dodici conti palatini di Carlo Magno. Unica grande sofferenza per Orso era, quando se ne tornava a casa, trovare la madre, memore della profezia, in pianto.

Per cui più volte domandatole la ragione di tale pianto Orso venne a conoscenza del suo destino di parricida. Egli, per evitare che la profezia si compisse, con un compagno dal nome Cliento, decise di abbandonare la Francia. Arrivò in Dalmazia e qui affrontò l’esercito pagano del re riuscendo a vincerlo e ad attirare su di sé l’attenzione della figlia del re, colpita da tanto valore guerriero e da tanta fede. Il re quindi su richiesta della figlia invitò a corte Orso e Cliento i quali mostrarono la forza della loro religione e il loro valore di cavalieri al punto tale che il re di Dalmazia decise di convertirsi al cristianesimo assieme al suo popolo e di concedere in matrimonio ad Orso la propria figlia. Alla morte del re, Orso divenne pertanto re di Dalmazia. Il padre di re Orso, nonostante fosse a conoscenza della profezia, venuto a sapere del successo del figlio decise di andarlo a trovare in Dalmazia. Giunto in quella terra venne accolto dalla nuora mentre Re Orso era a caccia, e fu invitato a riposarsi al fianco di lei e del figlio. Un cameriere di Orso, sotto le cui spoglie, si dice, si nascondesse il demonio stesso, raccontò a Orso, mentre era ancora a caccia, che un uomo si era coricato con la moglie. Orso allora si precipitò alla reggia e vedendo la moglie coricata con un altro uomo s’infuriò e uccise il padre, il figlio e la moglie. Resosi poi conto del misfatto e immediatamente pentitosi di ciò che aveva compiuto, decise di andare a Roma per chiedere al Papa Adriano I di espiare il suo peccato. Il Pontefice impose ad Orso che, in abito da pellegrino, con la testa rivolta verso il basso e senza domandare mai a nessuno dove si trovasse, visitasse la chiesa di S.Maria in Monte Summano. Orso se ne partì per il suo viaggio penitenziale. Visitò Gerusalemme e Santiago de Compostela, e il 3 maggio, dopo dodici anni di pellegrinaggio, giunse al monte Summano. Nei pressi del monte udì dei pastori che dicevano: "...presto, andiamo con l'armenti e gregi à casa perché munte Suman fà con la nebula capelo, et presto come è usanza pioverà." Capì allora di essere arrivato alla fine del suo viaggio penitenziale. Si incamminò verso il castello del borgo allora chiamato di Salzena. Sulla via incontrò una fantesca di nome Oralda a cui domandò ripetutamente da bere, e non avendo risposta, spirò. In quell'attimo le campane si misero a suonare da sole. La gente del luogo accorse e trovò il Santo con il bastone fiorito. Così riconosciuta la sua santità gli venne eretta una chiesa. Carlo Magno venuto a conoscenza della storia giunse a Santorso per portare via il corpo del santo cavaliere. Ma non riuscì a smuoverlo da quel sito; se ne tornò in Francia solo con il braccio e il bastone fiorito. La festa di sant’Orso si celebra tutt’oggi il 3 Maggio.

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